Italia.it… “fidati di noi”
mi sembra di sentirlo… “Non ti preoccupare di come sono stati spesi i soldi, fidati di noi….”
Passo a spiegarmi brevemente: per chi ancora non lo sapesse tre anni or sono sono stati stanziati 45 (+9) milioni di euro (MILIONI!!!) per sviluppare un portale internet che racchiudesse informazioni turistiche e che facesse da finestra sull’Italia da parte del mondo. A distanza di tre anni, tra ritardi e ripensamenti, il parto e’ avvenuto: inutile dire che questo non e’ per niente rappresentativo del nostro Paese (al massimo rappresentativo della nostra classe politica…).
Su internet si e’ scatenato il putiferio, nessuno riesce a capire come mai tanti soldi per un risultato cosi’ indecente; bene, qualcuno ha pensato di chiederlo, richiedendo la documentazione tecnica e gli studi di fattibilita’, nonche’ la suddivisione dei costi.
update: qui trovate la storia in maniera maggiormente dettagliata
Oggi leggo in questo post che e’ arrivata la risposta: “NON SONO CAZZI VOSTRI!!! Abbiamo speso 45 milioni di euro per una schifezza che ci fara’ solo fare figure di merda e non avete il diritto di sapere il perche’ ” (e’ facile ipotizzare le magagne che ci possono essere dietro…). Ma come?!? tutto questo parlare di “tesoretto”, 10mln cosi’ importanti, e neanche una parola su questi sprechi? Mi sembra uno dei tanti servizi di Striscia…
sapete una cosa?
MI SONO ROTTO I COGLIONI!!!
voglio sapere tutto quello che spendete e come lo spendete, voglio avere un accesso alla documentazione di ogni appalto, studio e proposta di come SPERPERATE I MIEI SOLDI!!! voglio sapere perche’ mio padre deve andare in pensione tre anni dopo per far respirare l’erario, quando ci sono tanti di quei soldi che potete permettervi di distribuirli ai PIVELLI che si improvvisano webdesigner…
Se qualcuno legge questo blog, e mi sa che siete in pochi, voglio lanciare una proposta: come la vedete la creazione di una piattaforma collaborativa, una sorta di wikipedia, in cui inserire tutta una rete di informazioni che riguardano le spese e gli appalti pubblici, suddivisi per categorie merceologiche, con un motore di IA che confronti gli studi di settore per evidenziare quelli che vanno fuori budget. Un progetto OpenPA, dove poter semplicemente verificare gli stati di avanzamento dei lavori, portato avanti in modo collaborativo da semplici cittadini o dagli enti stessi, con collegamenti ai bandi di gara e relative assegnazioni…
Secondo me, in questo caso, la conoscenza e la trasparenza sono le uniche soluzioni. Inutile parlare ancora di destra e sinistra, centro, chiesa cattolica o altro… mettiamo tutto in piazza, e poi la gente decide…
su 11.Luglio.2007 su 10:52 am
Dai un’occhiata qui:
http://millionportalbay.wordpress.com