Safari: meglio quelli in Africa…
Ieri ho letto dell’uscita in pompa magna di Safari, il mitico browser “made in Cupertino” (basato su khtml di kde), al suo sbarco sulla piattaforma “ostile” Windows…
Ovviamente ho voluto provarlo ad ogni costo…
Risultato della prova on the road?
INSUFFICIENTE
e procedo motivando il voto:
- Proxy: rileva il proxy e mi richiede user e password; dopo l’immissione crasha miseramente.
- Bookmarks: se si prova a salvare o ad accedere ai segnalibri crasha miseramente.
- Interfaccia: i bottoni e i pannelli di configurazione sono in “stile Mac, assolutamente alieni al sistema che li ospita (ma questo era prevedibile, visti QuickTime e iTunes).
- Aggiornamento automatico: applicazione standalone (mentre si potevano usare benissimo quelli di windows – come fa Flash). Ad ogni aggiornamento ti preseleziona l’installazione di QuickTime e iTunes.
- Rendering delle pagine (le poche locali che ho potuto provare): sembra essere effettivamente rapido, ma non lo considererei un pregio di Safari, quanto di WebKit.
se a tutto questo aggiungiamo che in meno di due giorni sono state scoperte 18 vulnerabilita’, beh… vedete un po’ voi…
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